Montalto, nostro bene comune.

Un grande missionario piceno, BASILIO MASSARI (1870 - 1945), una vita per la Birmania.

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1 Nacque il 15 settembre 1870 a Montefortino dove i suoi familiari, che erano di Montalto Marche, avevano stabilito per qualche anno la loro residenza per motivi di lavoro (La Vedetta, Settimanale diocesano, settembre 1968).

2 Fossile di un individuo femminile, scoperto nel 1974 dall'equipe di Donald Johanson nel triangolo di Afar (Etiopia); la sua esistenza e databile fra i tre e i quattro milioni di anni fa. Ritenuto dagli evoluzionisti un antenato dell'uomo, porta il nome di «Homo afarensis»; v. DONALD JOHANSON, MAITLAND EDY, Luy, le orìgini dell'umanità (1981), A. Mondadori, Milano I985.

BASILIO MASSARI, Quindici anni di Apostolato, Stabilimento Grafico Sociale, Montalto Marche 1914, p. 88.

4 F.C., Exempla trahunt, Unione Missionaria del Clero in Italia, Roma 1929, prefazione.

5 DOMENICO AGASS0, Daniele Comboni profeta dell'Africa, Editrice Missionaria Italiana, Bologna 1981, pp. 37, 87. Ma il peggio doveva ancora accadere.

6 GASTONE IMBRIGHI, Bartolomeo Las Casas, Iapadre Ed., L'Aquila 1972, pp. 13, 80, 187.

7 Oltre che geograficamente, la Birmania era terra difficile anche etnicamente, essendo patria» di molte tribù. Negli anni della permanenza del Massari, la Birmania fu dapprima un provincia anglo-indiana, ebbe poi una parziale autonomia, quindi colonia inglese; nel 1942 arri­varono i Giapponesi, quando il missionario si trovava ancora in Birmania, ma in un lebbrosario, cioè in uno Stato... a sé stante.

8 Superstizioni e culto degli idoli erano le forme religiose più diffuse in quelle regioni, e tutti i missionari hanno trovato in esse l'ostacolo più grande all'evangelizzazione; anche il Massari le ha combattute, ma le ha anche studiate, documentate e spesso da esse ha tratto qualche insegnamento.

9 Questa disponibilità ad avere rapporti con rappresentanti di altre religioni può considerarsi pionieristica; considerare l'altra parte come regno di Satana non rientra più nella nostra sensibi­lità: allora, invece, poteva accadere che dall'Europa partissero messaggi da neocrociati, incitanti a contendere a palmo a palmo le anime a rappresentanti di religioni diverse.
Una breve commossa biografia di mons. Rocco Tornatore e presente nel libro «Quindici anni di apostolato», cit., pp. 94-99; ma il Massari ne racconta la vita anche in un volume manoscritto (cfr. PIETRO GHEDDO, Missione Birmania i 140 anni del PIME in Myanmar 1867-2007, EMI, Bologna 2007).
Pare che il Massari non tenga conto delle divisioni e competenze politiche nella zona: solo in qualche fugace accenno parla di Birmani, di Indiani, di Inglesi e di Americani; degli stessi ribelli politici, che teoricamente potrebbero essere i più pericolosi, dice che, dalla loro parte, credono di fare il loro dovere. Evidentemente, a lui interessano le necessità dei villaggi sperduti e abbando­nati.
Ho tanto l'impressione che quando il Massari parla campanilisticamente della concorrenza dei protestanti, dei maomettani, dei buddisti, e soprattutto degli anabattisti, o quando parla con estremo pietismo delle povere anime che non può salvare, o comunica con soddisfazione il nume­ro dei battesimi, delle comunioni ecc., voglia un po' soddisfare la mentalità e le aspettative dei nostri cristiani suoi sostenitori; questi ultimi sono certamente più tacili alla commozione per via di tali argomenti, e quindi più disponibili all'aiuto: certamente avranno pensato...va bene il soste­gno agli indigeni per la fame e per le malattie, ma conversioni...quante'?

10 Della cospicua bibliografia relativa a suor M.A. Tallona, segnalo VINCERNZO CATANI, Maria Assunta la forza dell'amore in «I Santi della Chiesa Truentina», Alda Tecnografica, Grottammare 1999, pp.211-268.

Mi piace anche riportare alcuni versi di ANTONIO TROJANI, tratti dal pocmetto Ecce Pastor Bonus, «pel I Giubileo Episcopale di S.E. Rev.ma Mons. Luigi Ferri Vescovo di Montalto e Ripatransone», Es. Tipografico Sp. Artale, Zara: Suor Maria Assunta, che i candidi gigli/ dei ventisette anni portò in Cina, / qual missionaria, e dove fu composta, /stronca dal fiero morbo, nella bara.

11 A Comunanza, ad es., si realizzavano riuscitissime mostre di oggetti da inviare alle missio­ni, e il popolo faceva a gara nel partecipare (Il Foglietto Diocesano, Tipografia Sisto V, Montalto Marche, anno XIV, n. 3, marzo 1939; XV, 5, maggio 1940).

12 Foglietto, IV, 6, 15 ottobre 1929, p. 12.

13 Il Massari doveva essere tra i migliori seminaristi, se, come si legge in un documento, nel 1892 fu ripetutamentc «laudatus» in occasione del conferimento di premi scolastici da parte del Vescovo Luigi Bonetti; ecco alcuni esempi: In classe Quinta Gymnasii

In Orationc Latina... proxime accessit Basilius Massari [3° classif.].

In Orationc Italica, laudatus verbis amplissimis Basilius Massari [3° classif.].

In Carmine Latino, laud. Basilius Massari [2°].

In Historia et Geographia, tulit praemium secundum Basilius Massari.

In Arithmctica et Geometria, Laudatus verbis amplissima Basilius Massari [2°].

(Da Solemnis praemiorum distributio apud Scholas Episcopalis Seminarii Montisalti, Altoduni, ex Typis De Angelis 1892).

14 BASILIO MASSARI, «Quindici anni...», cit., pp. 91-93.

15 Ibid., pp. 123-125.

16 Bollettino La Diocesi di Sisto V, Ed. Marchigiana S. Giuseppe, Montalto Marche anno VI, n. 4; giugno 1921, pp. 7-8.

17 Il Foglietto Diocesano, IV, n. 8 (erroneamente indicato con il n. 7), dicembre 1929, p. 5.

l8 Ibid., V, 7, 1930, pp. 5-6.

19 Ibid., IV, 1929, pp. 6-7. Spesso si presenta anche il rischio di dover chiudere la sua scuola ed anche l'orfanotrofio, dove sono state formate addirittura delle maestrine da inviare anche in altri villaggi, con la non rosea prospettiva di mandare all'aria pure quel po' di elevazione cultura­le raggiunta (ibid., 10, ott. 1935, pp. 6-7).

20 È quasi certamente il direttore responsabile, Clan. Dott. Ildo Gelosi (XV, 10, ottobre 1940, p. 1). Ispirata certamente all'eroico gesto del Massari, nacque in seguito a Montalto l'Associazione «Amici dei lebbrosi».

21 Nonostante questo, nel 1944 nella raccolta della diocesi di Montalto e ancora presente la voce «Basilio Massari»; per lui sono pervenute 1657 lire: 550 da Montalto, 312 da Force, 50 da Montelparo, 15 da Altino, 20 da Vallegrascia, 100 da Porchia, 500 da Sant'Egidio alla Vibrata, 100 da Nasuto (Resoconto relativo al 1944, da Il Foglietto Diocesano n. 5 del 1945, pp. 4-5). Nasuto è una frazione di Comunanza; da osservare che Sant'Egidio alla Vibrata, come alcune parrocchie del comune di Civitella del Trento, pur trovandosi in Abruzzo, appartengono alla diocesi di Montalto, cui vennero assegnate da Sisto V nel 1586.

22 Quest'ultima lettera è pubblicata postuma sul Foglietto, XXI, 1, gennaio 1946, pp. 3-4. Basilio Massari era morto nel 1945.

23 P. PAOLO MANNA, ... Operarii autem pauci!, Istituto per le Missioni Estere, Milano 1912, pp. 152-153. Il passo è tratto dal Padre Janvier. Lo stesso Paolo Manna precisa un interessante concetto dell'eroismo missionario: Se eroica vuolsi dire la vita del missionario, egli è perché tale dev'essere la vita del vero Sacerdote. Una vita di perpetua castità, il distacco dal mondo, dalle sue pompe e dalle sue gioie, l'esser pronti, quando occorra, ad esporre la propria vita pel gregge dei fedeli, l'esser sempre a disposizione di tutti, sono, se si vuole, atti non comuni ed eroici per gli uomi­ni in generale, ma, trattandosi di Sacerdoti e pastori d'anime, sono atti comuni e propri della vocazione avuta, (ibid., pp. 52-53).

24 BASILIO MASSARI, «Quindici anni...», cit., pp. 100-101. Nel libro l'Autore riporta molte esperienze, interminabili viaggi, gioie e pene. Sempre accorato è l'appello che rivolge alle persone sensibili, come al termine del suo scritto: Chiudo il libro ringraziando vivamente i benefatto­ri della grand'opera di carità verso le Missioni, assicurandoli che chi dà a questo santo fine lo dà a Dio, e lo ritroverà un giorno moltiplicato, il cento per uno... (ibid., p. 125).

25 P. PAOLO MANNA, op. cit., pp. 152-153. Anche il Manna era stato missionario in Birmania, ma era dovuto rimpatriare per motivi di salute.

Il supremo gesto del P. Massari fu quello di dedicare le sue ultime residue forze all'assistenza dei lebbrosi (anche se materialmente spirò fra atroci sotterenze, causate dal «mal della pietra», in casa di Padre Domenico Pedrotti; ha raccolto questa testimonianza Padre Pasquale Ziello, come si evince da uno scritto apparso sul Settimanale diocesano La Vedettadel 15 settembre 1968. Purtroppo, le notizie sugli ultimi tempi del P. Massari sono scarse e non di prima mano, poiché a causa della guerra i rapporti con l'Italia erano difficoltosi: la stessa notizia della sua morte arrivò molto in ritardo.

26 Non vuoi essere un immaginario epitaffio, ina una piccola serie di mie concise riflessioni, conseguenti ad alcune parole, troppo spesso dimenticate, del Vangelo: Ebbi fame e mi deste da mangiare..., ero nudo e mi rivestiste... In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose ad uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l'avete fatto a me (Matteo, 25, 35-40). D'altra parte, il buon Samaritano si fece forse scrupolo di aiutare uno sconosciuto, o si premurò forse di sapere prima come la pensasse quel ferito che incontrò fra Gerusalemme e Gerico?

Un devoto pensiero anche ai tanti altri missionari che, in Birmania e in tutto il mondo, hanno tatui sentire la loro presenza cristiana ed umana «ai fratelli più piccoli», donando per tale causa la loro giovinezza e spesso la loro vita.

27 Testinionianza del P. Pedrotti, v. nota 25.

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