Bernardino (o Berardino) Guidotti, organaro

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Parent Category: Tour virtuali
Category: Tour Porchia
Last Updated on Friday, 29 January 2016 18:27
Written by Redazione
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battesimo bernardino-guidotGUIDOTTI, BERARDINO (O BERNARDINO) nacque a Porchia, frazione di Montalto delle Marche (AP), da Giuseppe (il nome della madre non compare nell'atto di battesimo). Fu battezzato dal parroco don Giuseppe Vagnozzi nella locale chiesa di S. Lucia il 7 ottobre 1656 ed ebbe come madrina certa Camilla "del S.r Paolo Onori".

Nel borgo natio, sempre nella chiesa di S. Lucia, contrasse matrimonio il 25 novembre 1692 con Rita Chiara Maria De Angelis: uno dei testimoni alla cerimonia fu un certo don Giuseppe Vincenzi, identificabile con l'omonimo organare aquilano che nel 1716 stipulò il contratto per l'organo della chiesa di S. Francesco ad Ascoli Piceno (cfr. Bibl. SPAZIANI I.C.S.). Dal matrimonio nacque nel 1697 il figlio Lattanzio [cfr. alla voce], destinato a continuare il mestiere paterno. G. morì il 21 gennaio 1713 a Porchia e fu sepolto nella locale chiesa degli Angeli Custodi.
Apprese il mestiere alla bottega dello zio Lattanzio Vagnozzi [cfr. alla voce], con il quale collaborò nel 1688 alla costruzione dell'organo dei Filippini di Ascoli Piceno (costato 150 scudi, con facciata dal Sol 1 divisa in tre campate di 7 canne ciascuna, provvisto dei registri di Principale, Ottava, XV, XIX, XXII, XXVI, XXIX, Flauto in XII, "rossignoli corrispondenti a tutti i tasti"). Nel 1691 stipulò il contratto per rinnovare l'organo della collegiata di Santa Vittoria in Matenano, in cambio di 120 scudi. Al 1704 risale l'impegno per la costruzione di un organo positivo di 5 registri (prezzo 55 scudi, più 20 ricavati dall'organo vecchio) per il monastero ascolano di Sant'Egidio; dal documento si apprende che l'organo doveva rispecchiare le caratteristiche dello strumento già realizzato dall'artigiano per la chiesa privata (famiglia Piccolomini) di San Giovanni della stessa città. Sempre nel 1704, nel mese di dicembre, concordò con i reggenti il monastero ascolano di S. Angelo Magno il rifacimento dell'organo grande, che sarebbe stato ricostruito per la somma di 70 scudi con le stesse caratteristiche del vecchio strumento (solo la facciata di 8 piedi sarebbe stata conservata), cioè 9 registri (Principale, Ottava, XV, XIX, XXII, XXVI, XXIX, Flauto in XII, Voce umana forse ad ancia) e quattro mantici. Nel 1707 stipulò un contratto per la costruzione di un organo per la collegiata di S. Lorenzo di Civitella del Tronto, pattuito per il prezzo di 130 scudi, con facciata di 25 canne probabilmente dal Do 1, provvisto dei registri Principale, Ottava, XV, XIX, XXII, XXVI, XXIX, Flauto in XII. Nel 1708-09 realizzò per 90 scudi un Organo piccolo per il monastero di S. Maria delle Vergini di Ascoli, che servì da modello a quello che lui stesso eseguì in seguito per il monastero ascolano di S. Onofrio.
Tutti gli organi costruiti da B. G. (eventualmente in collaborazione con lo zio) sono andati perduti, a meno che non si vogliano riconoscere, ma con molta prudenza, tracce materiali superstiti di tale produzione in due casi: nel piccolo organo della chiesa di S. Maria a Mare a Torre di Palme di Fermo [cfr. App., scheda n. 40] e in alcuni elementi (tastiera superiore e nuclei di canne interne) del grande e composito organo a due tastiere di Comunanza [cfr. App., scheda n. 6].
Come riparatore B. G. fu attivo a Carassai (Ap) sull'organo della locale collegiata nel 1707-08 per 6 scudi, mentre non è chiaro se sia stato lui o suo zio a intervenire sull'organo Sabino del duomo di Ascoli Piceno nel 1688. Oltre che al figlio [cfr. alla voce Guidotti Lattanzio], B. G. trasmise la propria arte, probabilmente, a don Berardino Amurri [cfr. alla voce]. [GS]

Fonti e Bibl.:

Documenti biografici: Porchia di Montalto delle Marche (Ap), arch. parrocchiale di S. Lucia, B 4, c. 4v; M 3, cc. 20v-21r; D 2, c. 64r. Documenti professionali: Santa Vittoria in Matenano (Ap), arch. della collegiata, vol. VIII, cc. 62r, 66r.
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(*) Paolo Peretti (a cura), Organi e organari della Marca dal Potenza al Tronto, Andrea Livi editore, Fermo 2000, pp. 45 e 46.

Lo stesso articolo (senza fonti e immagine) è pubblicato su Porchia AP a nome di Gianluigi Spaziali